Riferimenti Scientifici
e Lettura Ragionata

Riferimenti Scientifici

I riferimenti scientifici di seguito riportati hanno scopo informativo ed esemplificativo di tecniche, strumenti e pratiche ‘sono-centriche’ quali quelle impiegate in Biosonologia.

Fanno inoltre riferimento agli effetti che possono dare vita ad importanti sinergie nelle applicazioni in ambiti terapeutici, riabilitativi e di crescita personale.
Laddove presenti, infatti, la stimolazione sonora contribuirà a risolvere importanti situazioni traumatiche di natura fisica, psichica o emotiva attraverso percorsi interdisciplinari.
Tuttavia l’interazione vibrazionale controllata può essere trasformativa e di grande valore anche nel migliorare ciò che già funziona nella vita degli individui.

L’uso del suono come agente di cambiamento va tuttavia al di la del concetto di ‘cura’: il metodo biosonologico non va dunque inteso come una terapia medica o clinica né intende sostituirsi o rappresentare una alternativa ad esse, di fatto riguarda il recupero o l’affinamento della propria capacità di ascolto profondo, sia in termini funzionali e biofisici sia in termini emotivi e psicologici, a livello individuale e sociale.

La combinazione di tutti questi fattori rappresenta una notevole opportunità per sostenere e stimolare la naturale tendenza del nostro organismo all’equilibrio psico-fisico.
Fenomeno noto col termine di omeostasi in biologia ma che nelle più antiche culture era inquadrato in un abito più spirituale ed olistico e genericamente definito come potenziale di autoguarigione.

Riferimenti a letteratura e documentazione correlata

  • Aiken, L.R., (1988). Psychological Testing and Assessment. Allyn and Bacon, INC.: Newton MA.
    Carroll, G.D. (1986). Brain Hemisphere Synchronization and Musical Learning. University of North Carolina at Greensboro. (Available through The Monroe Institute, Rt. 1, Box 175, Faber, VA 22938)

  • Cozby, P.C. (1989). Methods in Behavioral Research. Mayfield Publishing Company: Mountain View CA.

  • Domjan, M., & Burkhard, B., (1982). The Principles of Learning and Behavior. Brooks/Cole Publishing Company: Monterey, CA.

  • Edrington, D. (1983, January). Hypermnesia experiment. Breakthrough. (Available from The Monroe Institute, Rt. 1, Box 175, Faber, VA 22938)

  • Edrington, D. (1985). A Palliative for Wandering Attention. Tacoma, WA. (Available from The Monroe Institute, Rt. 1, Box 175, Faber, VA 22938)

  • Edrington, D. (1985). Binaurally Phased Sound in the Classroom. Tacoma WA. (Available from The Monroe Institute, Rt. 1, Box 175, Faber, VA 22938)

  • Edrington, D., & Allen, C. (1985). 1984-1985 EEG Experiments with Binaurally Phased Audio Stimuli. Tacoma, WA. (Available from The Monroe Institute, Rt. 1, Box 175, Faber, VA 22938)

  • Hutchison, M. (1994). Mega Brain Power. New York: Hyperion.

  • Kramer, P.D., (1993). Listening to Prozac: A Psychiatrist Explores Antidepressant Drugs and the Remaking of the Self. New York: Viking.

  • Ochs, L., (1993). Electroencephalographic Disentrainment Feedback (EDF). Concord, CA. (Electronically published manuscript available from author: Len Ochs, Ph.D., 3490 Silver Spur Court, Concord CA. 94518, or by email at 72040.3433@compuserve.com.)

  • Ostrander, S., & Schroeder, L. Supermemory: The Revolution. New York: Carroll & Graf Publishers, Inc.

  • Owens, J.D. (1984). Some reports from teachers using Hemi-Sync. Unpublished manuscript, Tacoma Community College, Tacoma WA.

  • Pawelek, Y., & Larson, J. (1985). Hemispheric Synchronization and Second Language Acquisition. US Army Educational Services Division, Fort Lewis, WA.

  • Peele, S. (1989). Diseasing of America Addiction Treatment Out of Control. Boston: Houghton Mifflin Company.

  • Peniston, E. G., & Kulkosky, P.J. (1989, March/April). Alpha-Theta Brain wave Training and B-Endorphine Levels in Alcoholics. Alcoholism: Clinical and Experimental Research,13, (2), 271-279.

  • Peniston, E. G., & Kulkosky, P.J. (1990). Alcoholic Personality and Alpha-Theta Brain wave Training. Medical Psychotherapy, 3, 35-37.

  • Puff, C. R., & Murphy, M.D. (1982). Free Recall: Basic Methodology and Analyses. In Puff, C. R. (Ed.), Handbook of Research Methods in Human Memory and Cognition. (pp. 110-111). New York: Academic Press.

  • Russell, H.L. & J.L. Carter (1990). Cognitive and Behavioral Changes in Learning Disabled Children Following the Use of Audio- Visual Stimulation: The Trinity Project. Paper presented at the 16th annual meeting of the Biofeedback Society of Texas, Dallas.

  • Solso, R. L., & Johnson, H. H. (1989). An Introduction to Experimental Design in Psychology, A Case Approach. New York: Harper & Row, Publishers.

  • Waldkoetter, R. (1982a). The use of audio guided stress reduction to enhance performance. Unpublished manuscript, The Monroe Institute, Professional Division, Rt. 1, Box 175, Faber, VA 22938)

  • Waldkoetter, R. (1982b). Executive summary. (Unpublished manuscript, The Monroe Institute, Professional Division, Rt. 1, Box 175, Faber, Va 22938)

Ulteriore documentazione è stata estratta da pubblicazioni reperibili sul sito di Monroe (andare sul link http://www.monroeinstitute.org/research/e inserire il titolo nel campo ‘search research’):

Binaural-Beat Induced Theta EEG Activity and Hypnotic Susceptibility

  1. An Empirical Investigation Into the Effect of Beta Frequency Binaural Beat Audio Signals on Four Measures of Human Memory.

  2. Enhancing Learning Environments (Research).

  3. Peak and other Exceptional Experiences During the Gateway Voyage®.

  4. EEG and Subjective Correlates of Alpha-Frequency Binaural-Beat Stimulation Combined with Alpha Biofeedback.

  5. The Facilitation of Attention Utilizing Therapeutic Sounds.

  6. Accessing Anomalous Status of Consciousness with a Binaural Beat Technology.

  7. Inducing States of Consciousness with a Binaural Beat Technology.

  8. Auditory Brain Wave Stimulation in Treating Alcoholic Depression.

  9. Binaural Auditory Beat Affect Vigilance Performance and Mood.

  10. Binaural Beats and the Regulation of Arousal Levels.

  11. Hemispheric-Synchronization During Anaesthesia: A Double Blind Randomized

  12. Trial Using Audiotapes for Intra-Operative Nociception Control.

Allo stesso indirizzo è possibile consultare ricerche specifiche sul metodo Hemi-Sync® la cui tecnica di base (BWE o battiti binaurali) è inclusa nel percorso terapeutico biosonologico, per cui molti effetti sono riscontrabili in entrambe le metodologie a prescindere dal modo in cui le tecniche BWE sono impiegate:

  1. The Effects of Hemi-Sync® on Electrocortical Activity.

  2. Hemi-Sync® Into Creativity.

  3. The Hemi-Sync® Phenomenon.

  4. The Hemi-Sync® Process.

  5. Music and Hemi-Sync® in the Treatment of Children with Developmental Disabilities.

Percorso di lettura ragionato

Sebbene l’elenco sopra riportato rappresenti un notevole corpus ricco di referenze e di evidenze scientifiche, siamo consapevoli che una consultazione esaustiva richieda tempi molto lunghi.

Per chi lo desidera può pertanto seguire il percorso di lettura di seguito proposto che espone i principali meccanismi di azione della stimolazione sonora articolandoli tra le seguenti pubblicazioni:

  • Ostrander, S., & Schroeder, L. Supermemory: The Revolution. New York: Carroll & Graf Publishers, Inc.

  • Kramer, P.D., (1993). Listening to Prozac: A Psychiatrist Explores Antidepressant Drugs and the Remaking of the Self. New York: Viking.

  • Ochs, L., (1993). Electroencephalographic Disentrainment Feedback (EDF). Concord, CA. (Manoscritto pubblicato elettronicamente dall’autore reperibile via mail: 72040.3433@compuserve.com.)

  • Patterson MA. Effects of NeuroElectric Therapy (NET) in drug addiction: an interim report.

  • Capel ID, Williams DC, Patterson MA. The amelioration of restraint stress by electrostimulation. IRCS Med Sci 1979;7:634.

  • Patterson MA. Electrotherapy: addictions and neuroelectric therapy. Nurs Times. 1979 Nov 29; 75 (48): 2080-3.


Oggi, grazie alle nuove tecnologie sono sempre di più le evidenze che le tecniche di training delle onde cerebrali rappresentano un valido ed efficace strumento per il trattamento terapeutico in ambito psichico, cerebrale e neuro-chimico.
Ma concretamente in che modo questo può succedere? In che modo l’induzione ritmica (entrainment) delle onde cerebrali può sviluppare un meccanismo terapeutico?
Una prima valida risposta potrebbe essere trovata nel lavoro di Patterson e Capel (1983) nel Surrey, in Inghilterra. Patterson e Capel hanno scoperto che diversi neurotrasmettitori sono attivati da forme d'onda a diverse frequenze.
Ad esempio, un segnale a 10 hertz aumenta la produzione e il tasso di ricaptazione della serotonina.
"Ogni cervello genera impulsi ad una frequenza specifica in base alla secrezione dei neurotrasmettitori predominanti," dice il Dott. Capel. "In altre parole, il sistema di comunicazione interna del cervello - ovvero il suo linguaggio - si basa sulla frequenza ..." (Ostrander e Schroeder, 1991, p 264.).
Le implicazioni del lavoro di Capel e Patterson suggeriscono che con modifiche di frequenza delle onde cerebrali si può alterare la neurochimica del cervello, e quindi il suo funzionamento.
Il popolare farmaco Prozac allevia la depressione, aumentando i livelli di serotonina. I livelli di serotonina vengono elevati attraverso l'inibizione selettiva chimica degli enzimi responsabili della ricaptazione della serotonina nel cervello (Kramer, 1993).

L'effetto positivo del Prozac sull'umore del soggetto depresso e sul suo comportamento sociale può essere notevole, ed è generato da elevati livelli di serotonina nel soggetto.

Secondo Patterson e Capel, un simile aumento del livello di serotonina nel cervello potrebbe essere conseguito mediante l'induzione di un segnale a 10 hertz.

Possiamo alleviare la depressione e altri disturbi associati a livelli bassi di serotonina attraverso le onde cerebrali in maniera così efficace come fa il Prozac? Che dire di altre forme di funzionamento mentale alterato per cui non esistono interventi chimici efficaci?

Secondo molti ricercatori è possibile, e l'attivazione del rilascio di neurotrasmettitori benefici potrebbe esserne la ragione.

Il rilascio diretto di specifici neurotrasmettitori attraverso un aumento dell’ampiezza di specifiche frequenze cerebrali potrebbe non essere l'unica modalità d'azione del training biosonologico.

Infatti il dottor Len Ochs, terapista e ricercatore californiano, ha postulato una teoria secondo la quale aiutare a riequilibrare i diagrammi EEG delle persone sia di basilare importanza.

Il dottor Ochs ipotizza che la risposta neurochimica al trauma possa provocare una inibizione ricorsiva, uno stallo permanente che ne limita il normale funzionamento, e che attraverso il training delle onde cerebrali si possa agevolare un ritorno allo stato neurochimico precedente al trauma.

Secondo Ochs il trauma psicologico o fisico induce a mantenere un alto livello di eccitazione neurochimica nel timore che un nuovo attacco possa essere imminente. Per proteggersi, il cervello risponde con inibitori chimici.

Possiamo visualizzarlo come l'equivalente neurochimico del chiudersi a riccio. In un atteggiamento protettivo, il cervello inibito perde parte della sua funzionalità, proprio come una persona raggomitolata e rannicchiata in questa postura protettiva non può camminare o svolgere le sue normali funzioni.

Ochs sostiene che queste sostanze inibitorie possono risiedere nel cervello per un periodo di tempo prolungato (si suppone per mancanza di riattivazione e riequilibrio degli opportuni enzimi di ricaptazione), o che il meccanismo cerebrale responsabile della produzione dei neurotrasmettitori inibenti a fini protettivi non è in grado di ripristinare lo stato di pre-trauma, dando vita ad un nuovo stato omeostatico dal funzionamento alterato.

Se la formazione delle onde cerebrali resetta la neurochimica al suo stato pre-trauma, un tale meccanismo spiegherebbe non solo perché il training biosonologico attraverso le frequenze sonore sia utile, ma suggerisce anche che può funzionare per patologie resistenti ad altri interventi.
Il dottor Ochs ha creato un dispositivo di biofeedback EEG che opera direttamente sui diagrammi EEG dei pazienti sottoposti a stimoli luminosi e sonori. Normalmente in EEG Biofeedback un soggetto deve sottoporsi al tentativo di rispondere a un segnale che fornisce informazioni sulle frequenze delle proprie onde cerebrali.
A differenza dei tradizionali dispositivi di biofeedback EEG, quello del Dr. Ochs non richiede che il soggetto sia consapevole del test né che tenti di fare qualcosa. Le onde cerebrali globali rispondono e corrispondono alla frequenza e all’ampiezza dei segnali indotti tramite occhiali stroboscopici e cuffie. L'audio e gli stimoli visivi a loro volta sono generati dall’ampiezza e dalla frequenza dell’EEG complessivo. Un computer controlla entrambi e consente al medico di intervenire ‘glissando’ le frequenze verso l'alto o verso il basso.

Il dottor Ochs chiama la sua forma di biofeedback "EEG disentrainment feedback (E.D.F.)" (Ochs, 1993). L'apparecchiatura in realtà utilizza l’effetto di entrainment delle onde cerebrali, ma lo definisce come feedback ‘disentrainment’. Con questo termine intende l’intervento che consiste nello ’sganciare’, ‘sbloccare’ il meccanismo di protezione degenerato, quello che limita il funzionamento del cervello rimasto in stato di emergenza.
Ochs ha avuto notevoli risultati con le vittime sia di traumi psicologici sia di traumi fisici al cervello. Ha curato con successo vittime di lesioni craniche, ictus, stress post-traumatico, depressione e dipendenza. Molti di questi pazienti erano in condizioni tali per cui erano molto resistenti al trattamento con altre tipologie di intervento.
Se l’ipotesi del dottor Ochs è vera, allora il suo e tutti gli altri sistemi di riqualificazione delle onde cerebrali, possono sia attivare il corretto meccanismo di ricaptazione di enzimi inibitori, sia smantellare i blocchi dovuti a risposte inibitorie dovute a traumi che sommati nel tempo si cristallizzano fino a divenire un distorto standard di funzionamento neurochimico cerebrale.
In entrambi i casi, il training delle onde cerebrali sarebbe efficace perché permette al cervello di ripristinare se stesso al suo stato di funzionamento normale ed inalterato. Il training delle onde cerebrali non curerebbe direttamente ciò che è compromesso, ma consentirebbe ai cervello di guarire se stesso (Ochs, 1993).

Le osservazioni e le ricerche di Ochs, Patterson e Capel forniscono alcune informazioni sul perché tale "terapia fisica" per il cervello possa funzionare. Queste inoltre illustrano le ragioni dell’efficacia del training delle onde cerebrali al fine di migliorare il funzionamento di alcune specifiche facoltà quali la memoria e al fine di operare proficuamente in diverse condizioni di funzionamento alterato quali, per citarne alcune, la depressione, il trauma cranico, la dipendenza e l'ADHD (deficit di attenzione e apprendimento).

Benessere Psicofisico e Formazione

Pratiche per evoluzione personale, benessere e percorsi formativi in Sonoterapia

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