Il metodo Biosonologico si è sviluppato attraverso una ricerca di circa un decennio e continua a svilupparsi, questa sezione non potrà quindi essere esaustiva ma offre certamente gli elementi fondanti alla base delle pratiche e dei trattamenti di Biosonologia.
Per approfondire gli aspetti fondamentali che caratterizzano il metodo biosonologico è possibile consultare la pubblicazione sulla Biosonologia o formarsi in Biosonologia.
Bio [vita] sono [suono] logia [dialogo] è un neologismo che indica la complessa interazione sinergetica che esiste tra i fenomeni sonori e quelli biofisici.
La ricerca Biosonologica si sviluppa in due ambiti principali che possono essere o meno collegati, quello terapeutico e quello artistico-creativo.
Nel sempre più evoluto e stimolante contesto in cui convergono elaborazione digitale ed elettronica del suono, psicoacustica, vibrazioni tattili o subsoniche, bioacustica, biofeedback, entrainment delle onde cerebrali e battiti binaurali, la Biosonologia si inserisce attraverso l'esplorazione delle proprietà biofisiche di frequenze, suono e musica, al fine di raggiungere e stimolare il corpo umano in modo critico e pervasivo.
Dunque trattare il materiale sonoro, specialmente attraverso le potenzialità delle tecnologie digitali ed elettroniche, non riguarda esclusivamente i livelli più superficiali della creazione e della fruizione musicale ma anche la nostra struttura biofisica e neuronale, L'interazione tra sistemi tecnologici, ambienti immersivi, e pratiche rituali permette di vivere esperienze che destabilizzano temporaneamente i nostri stati abituali. Inusuali fluttuazioni nello spazio-tempo, un'esperienza sensoriale più ricca, e nuove modalità della percezione creano quelle circostanze che trascendono il nostro solito modo di essere, di percepire il sé e la propria coscienza sia sul piano interiore sia su quello espressivo-creativo
Il potere della vibrazione sonora e dell’ascolto profondo
Attraverso cicli continuativi si affinano le capacità percettive dei fenomeni sonori che consentono di superare i limiti della mente conscia accedendo a stati di coscienza non ordinari.
Sarà così possibile avvalersi delle risorse interiori e del proprio potenziale inconscio per ottimizzare le proprie capacità, la crescita personale e, laddove presenti, risolvere situazioni traumatiche di natura fisica, psichica o emotiva.
Il meccanismo della percezione uditiva è un gigantesco portale d’accesso per il cervello. Il potenziale di tecniche, strumenti e pratiche ‘sono-centriche’ ha importanti effetti che trova applicazione in ambienti operativi e ambiti terapeutici, riabilitativi e di crescita personale attraverso il recupero o l’affinamento della propria capacità di ascolto, sia in termini funzionali, biofisici e neurologici sia in termini emotivi e psicologici.
Il tutto grazie al nostro sofisticato modo di percepire il suono: nulla di magico, né di esoterico, si tratta di un potenziale che abbiamo da sempre basato su analoghi meccanismi della fisica in natura e che dobbiamo semplicemente espandere o riattivare.
Domenico Sciajno musicista e compositore, docente di Conservatorio di musica elettronica, esplora da oltre vent’anni il mondo sonoro.
Sperimentando in prima persona gli effetti che il suono ha durante determinate esperienze d’ascolto, nel 2005 ha fondato l’Istituto di Biosonologia proprio per approfondire il secolare rapporto tra suono, vibrazione e risposta biofisiologica del nostro corpo e del nostro sistema nervoso.
Dalla ricerca biosonologica è nato un sistema di generazione sonora che unendo le possibilità offerte dalle nuove tecnologie alle antiche scoperte sulle proprietà di suono e vibrazione, rappresenta un vero e proprio percorso per la crescita, l’introspezione ed il riequilibrio personale.
La peculiarità del metodo biosonologico messo a punto da Sciajno sta nel fatto che si avvale del sistema di sintesi sonora da lui stesso ideato (Vortex based Synthesis) unito a tecniche ormai consolidate dopo più di 40 anni di ricerche nell’ambito del BWT (Brain Wave Training) e della induzione sincronizzata delle onde cerebrali (BWE, Brain Wave Entrainment).
L'idea di integrare queste due metodologie nelle sessioni di ascolto biosonologico è stata sviluppata da Sciajno proprio per estenderne la portata dal dominio delle onde cerebrali (BWE) al dominio dell'intero organismo (Vortex Based Synthesis).
Il sistema di produzione di onde sonore Vortex Based ideato da Sciajno è quindi finalizzato a mettere in risonanza non solo le onde cerebrali ma anche l'intera struttura biofisica sfruttando la pervasività di un nostro prezioso nervo: il nervo vago. Questo rappresenta una vera e propria corsia preferenziale dal momento che ha una relazione davvero speciale col nostro apparato uditivo.
Protagonista del sistema nervoso autonomo (o vegetativo) parasimpatico, nel suo percorso verso sud a partire dal cervello si attacca sia all'interno sia all'esterno del timpano. E da qui nel suo ‘vagabondare’ si diffonde attraverso le cavità toracica e quella addominale. L'enorme compito del nervo vago consiste nella regolazione funzionale di un gran numero di organi quali la laringe, il cuore, i polmoni, lo stomaco, il fegato, la vescica, I reni, il piccolo intestino, il colon e giù fino all’ano. Tocca quindi i principali organi interni e per farlo attraversa e/o controlla il sistema endocrino (ormonale) e i principali nodi del sistema linfatico. L'interazione tra nervo vago e nervo acustico ci indica che, miscelate insieme alle istruzioni del sistema parasimpatico che giungono ai nostri maggiori organi, si trovano anche le vibrazioni che arrivano dal timpano.
Ecco quindi che le onde sonore opportunamente generate e modulate tramite il Vortex Based Synth possono far risuonare l’intero sistema vagale stimolando il sistema nervoso autonomo o vegetativo non solo nelle sue funzioni organiche (la circolazione sanguigna, la digestione, la respirazione) ma anche in quelle psicologiche, emotive o di difesa, eccitazione e urgenza (es. la pelle d'oca, il vomito, il rossore in viso, l'istinto di fuga o di aggressività). E nello specifico tra queste, grazie appunto al nervo vago, quelle riconducibili al sistema parasimpatico.
Se facciamo infatti un raffronto tra le principali caratteristiche del sistema parasimpatico e del suo antagonista, il simpatico, è piuttosto evidente come la risposta ‘simpatica’ sia associata a stati conflittuali in cui predominano inibizioni e paure mentre quella ‘parasimpatica’ agevola l’accesso ad una maggiore fluidità energetica, creativa ed intellettiva favorendo atteggiamenti e sentimenti positivi e di apertura.
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